唐诗 Poesie cinesi Tang

La poesia cinese Tang si distingue per un'atmosfera autentica e naturale, un carattere vigoroso ed elevato, e una scrittura maestosa che combina lo sviluppo di stili antichi e moderni per creare nuove forme. La poesia paesaggistica e pastorale ha uno stile sereno con la bellezza naturale dell'acqua limpida e dei fiori di loto. Allo stesso tempo, incarna anche il magnifico ed eroico comportamento del popolo della prospera dinastia Tang. Tutti questi sono fattori che hanno portato l'arte della poesia al suo apice, con una ricchezza di temi e una varietà di stili senza precedenti. La poesia Tang è generalmente suddivisa in quattro periodi: il primo periodo Tang (618-712), l'apogeo Tang (712-762), il medio Tang (762-827) e il tardo Tang (827-859).


“La gente chiede la strada per la Montagna Fredda” di Han Shan (tratta da "Il regno incantato della poesia cinese" pag. 171)

La gente chiede la strada per la Montagna Fredda
Ma il sentiero è impraticabile
D’estate, il ghiaccio non si è ancora sciolto
Sorge il sole, ma fitte nebbie oscurano e confondono
Uno come me, come è riuscito ad arrivarci?
È perché la mia mente non è come la vostra
Se il vostro cuore fosse come il mio
Anche voi vi trovereste qui insieme a me

Hanshan “Montagna Fredda” (data di nascita e morte ignote, circa 618 d.C. - 700 d.C.), nato a Julu (oggi Xingtai, Hebei), non ha lasciato il suo vero nome, ma solo il soprannome, “Hanshanzi”. Fu un famoso monaco poeta del primo periodo Tang, attivo durante i regni di De Zong e Zhao Zong. Proveniente da una famiglia di funzionari, dopo aver fallito gli esami imperiali, divenne monaco e visse in isolamento per tutta la vita sulla Montagna Fredda, sul monte Tiantai, da cui prese il nome “Hanshanzi”. La sua erudizione era vasta e abbracciava gli insegnamenti di Confucio, Laozi e Buddha. Le sue “Trecentouno poesie” sono particolari: sembrano semplici, ma in realtà celano significati profondi.


“Pernottamento al tempio di montagna” di Li Bai (tratta da "Il regno incantato della poesia cinese" pag. 249)

La vertiginosa torre si innalza cento piedi
Con la mano si possono cogliere le stelle
Non oso parlare ad alta voce
Temo di disturbare gli abitanti del cielo


Li Bai (701-762), con il nome di cortesia Taibai, noto anche come “Eremita del Loto Verde” e “Immortale Esiliato”, è celebrato come il “Poeta Immortale”.Questa poesia si caratterizza per un linguaggio audace e vigoroso, semplice e delicato. Utilizzando l’iperbole, il poeta crea con poche pennellate un’immagine vivida e affascinante che trasmette un senso di meraviglia e di ritorno alla semplicità naturale. Commento di Liu Zai della dinastia Song: “I versi sono maestosi, superano i secoli.”


“Pensieri notturni in viaggio” di Du Fu (tratta da "Il regno incantato della poesia cinese" pag. 257)

Ondeggia sulla riva l'erba sottile al vento leggero
Torreggia l’albero della mia barca, solitaria nella notte
Le stelle pendono basse sopra la vasta piana
La luna si getta nel flusso del Grande Fiume
La fama, è davvero ottenuta attraverso la scrittura?
Rimosso dagli incarichi per vecchiaia e malattia
Cosa assomiglio, vagando senza meta?
Sono come un gabbiano solitario tra cielo e terra


Du Fu (712 – 770), nome di cortesia Zimei, è stato un grande poeta realista della dinastia Tang. Per i suoi straordinari risultati artistici, fu onorato come “Saggio della Poesia”. Le sue poesie mostrano il processo storico della dinastia Tang, dalla prosperità al declino, e per questo sono chiamate “Poesie storiche”; le sue quartine sono molto lodate anche dai posteri.

“Fiore, non è un fiore” di Bai Juyi (tratta da "Il regno incantato della poesia cinese" pag. 275)

Fiore, non è un fiore. Evanescente, non è nebbia
Viene nel cuore della notte, se ne va alle prime luci dell’alba
Viene come un sogno di primavera, per quanto tempo?
Se ne va come svaniscono le nuvole del mattino, non si trova più

Le poesie di Bai Juyi (772-846) sono famose non solo per il loro linguaggio semplice, ma anche per la chiarezza delle immagini. Tuttavia, questa poesia è un’eccezione. L’intera poesia scorre come nuvole e acqua, con un significato implicito non esplicitamente dichiarato, aggiungendo un tocco di bellezza nebulosa che la rende una splendida poesia d’amore. Wang Yiqing della dinastia Qing cita Huang Sheng in “Lidai Cihua”: “La poesia ‘Non è fiore’ è particolarmente avvolgente e infinita.” Chen Tingzhuo della dinastia Qing in “Yunshao Ji” scrive: “I primi due versi sono meravigliosi. Guardate come descrive il venire e l’andare, senza alcuno sforzo umano, ma con una naturalezza divina.”


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